VUOI GIOCARE CON ME?

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Questa è la frase che da bambino avrei voluto utilizzare spessissimo. Chissà se sono riuscito a farlo? Poco importa oggi, ciò che mi preme nel cuore è che tanti bambini lo facciano, e lo continuino a fare anche da grandi. In quel vuoi giocare con me, c’è un Mondo. Quel Mondo lì, mi ha rapito e mi tiene in ostaggio da 35 anni. Tanti, e tutti dedicati all’insegnamento di attività motorie-sportive a tutti i livelli.

Dall’agonismo all’attività sportiva per Tutti.

Il “mondo”, e “tutti” sono due parole che ho a cuore. Il mio mondo me lo sono costruito intorno agli studi fatti all’ISEF di Roma ed a tanti corsi di specializzazione e perfezionamento riguardo la ginnastica artistica. 15 anni fa circa mi sono alleggerito del fardello della competizione a tutti i costi, ed ho scoperto l’attività sportiva senza stress. Ho poi aggiunto le pratiche dello Yoga della Risata, arricchendo la metodologia con il gioco. E da lì a poco, la magia ha fatto nascere il metodo A.D.A.G.I.O., Ascolto, Disciplina-Divertimento, Accoglienza, Gioco-Gioia, Inclusione ed Opportunità. Questi sono i valori a cui s’ispira l’attività dell’Associazione Sportiva Angel che rappresento.
Incontrare il progetto Rilab e le due responsabili, Laura e Martina, ha prodotto un effetto specchio. E’ bello specchiarsi negli stessi bisogni, guardare il mondo con gli stessi valori e mirare a dei propositi di Vita molto simili. Quello che è avvenuto è stato un Ri-incontro.
Quando bastano poche parole per chiarirsi, perché il resto lo fanno le nostre anime, tutto risulta semplice. E’ con semplicità che desidero applicare, modulare ed ampliare tutte le mie competenze all’interno di questo progetto che si prende cura anche dei genitori, delle insegnanti e dell’inevitabile impatto sociale. Una forma di attività sportiva non vincolata alla competizione con gli altri, bensì con se stessi, attraverso la Vita con gli altri, questo è ciò che sogno per il futuro dei ragazzi. Un’attività fatta di più cooperazione e collaborazione piuttosto che competizione. Un’attività in cui a prescindere dall’età anagrafica il corpo possa continuare a gioire e giocare. Dove l’errore sia il momento d’incontro tra allievo e discente, in cui entrambi si possano guardare negli occhi e cogliere, che dalla consapevolezza dell’andare oltre, ci sia la crescita.

Marco Ricci 
Marco Ricci

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